La soglia del discorso
Una preferenza che confina col silenzio per esitare nel divenire critico delle parole
DOI:
https://doi.org/10.57609/paideutika.vi39.7100Parole chiave:
scritturaAbstract
Ogni discorso è un progetto. Il “preferirei di no” di Bartleby si pone come rottura di un movimento incessante, di una ripetizione dell’identico che è solita muoversi attraverso una scrittura che replica, ripete. L’atto di destabilizzare una logica continua crea un ulteriore spazio per le parole: le toglie dal regime dell’attesa e le porta dove il divenire si fa visibile. Il gesto linguistico di uno scrivano che si sottrae alle aspettative del suo compito fatto di parole fa sì che la lettura si ponga per il nostro sguardo come invito alla pausa, quasi all’avvenire delle parole quando sono sul punto di essere dette. O lette.
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