Oltre il presentismo
Pluralità temporale e articolazione differenziale dei tempi nel lavoro educativo
DOI:
https://doi.org/10.57609/paideutika.vi43.11070Parole chiave:
pedagogia critica, presentismo, temporalità plurale, causalità strutturale, supervisione pedagogicaAbstract
L’articolo indaga la dimensione temporale dell’educazione a partire dalla tensione tra presentismo contemporaneo e temporalità plurale. Muovendo dalla riflessione di Jankélévitch sull’“occasione” come intersezione di durate eterogenee, il testo mostra come la pratica educativa si configuri sempre entro un intreccio di tempi non coestensivi – fisici, biologici, storici, istituzionali, simbolici – che si articolano in modo differenziale e talvolta conflittuale. La prospettiva di François Hartog sui “regimi di storicità” e la critica pedagogica di Fulvio De Giorgi al presentismo vengono qui integrate con l’elaborazione althusseriana della temporalità differenziale e della causalità strutturale: i diversi livelli che compongono la formazione sociale non condividono un presente pienamente sincrono, ma sono attraversati da ritmi e sequenze propri, con campi locali di causalità lineare delimitati da condizioni strutturali. In tale quadro, la supervisione pedagogica è interpretata come dispositivo capace di sospendere l’urgenza del presente per ricostruire le genealogie dei processi educativi, individuando sfasamenti, sincronizzazioni forzate e torsioni temporali. L’obiettivo è disinnescare l’ideologia dell’immediatezza e restituire all’azione educativa la densità storica e la complessità temporale che le sono proprie, assumendo la pluralità dei tempi come principio critico e operativo.
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