“Dammi le parole come se fossero attrezzi”. La memoria autobiografica operaia per una storia dell’educazione dal basso

Autori

  • Monica Dati IUL

DOI:

https://doi.org/10.57609/paideutika.vi43.11148

Parole chiave:

memoria autobiografica, educazione della classe operaia, letteratura working class, 150 ore, memoria collettiva

Abstract

Il contributo esplora il valore educativo e documentario della memoria autobiografica operaia come fonte per una storia dell’educazione dal basso. Attraverso archivi, letteratura working class e testimonianze orali, si analizzano esperienze di apprendimento formale e non formale con particolare attenzione all’istituto delle 150 ore, considerate un importante dispositivo pedagogico di coscientizzazione e autoformazione. L’obiettivo è offrire strumenti per rileggere criticamente i processi educativi secondo il punto di vista delle classi lavoratrici e della loro memoria collettiva

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Pubblicato

2026-05-14

Come citare

Dati, M. (2026). “Dammi le parole come se fossero attrezzi”. La memoria autobiografica operaia per una storia dell’educazione dal basso. Paideutika, (43), 9–30. https://doi.org/10.57609/paideutika.vi43.11148