Bisogna immaginare l'esiliato felice

Autori

  • Mino Conte Università di Padova

DOI:

https://doi.org/10.57609/paideutika.vi40.8223

Parole chiave:

Camus, assurdo, esilio, formazione, rivolta

Abstract

L’attraversamento critico di alcuni luoghi camusiani, e in particolare de L’homme revolté, è condotto al fine di riesaminare le nozioni-soglia di ‘assurdo’, ‘esilio’ e ‘rivolta’ nel loro reciproco legame di natura etica, politica e pedagogica. L’esilio è inteso come una proprietà esistenziale che non implica una patria abbandonata ed è vissuto dentro la storia e le prove quotidiane. La rivolta è vista come la risposta, qui e ora, alla condizione di esilio frutto della coscienza dell’assurdo. La tensione formativa implicata è tratteggiata nei suoi elementi costitutivi emancipativi, e trova nel mi rivolto dunque siamo il rifiuto non individuale ma solidale di ogni servitù, menzogna, paura.

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Pubblicato

2024-11-11

Come citare

Conte, M. (2024). Bisogna immaginare l’esiliato felice. Paideutika, (40), 61–76. https://doi.org/10.57609/paideutika.vi40.8223