Bisogna immaginare l'esiliato felice
DOI:
https://doi.org/10.57609/paideutika.vi40.8223Parole chiave:
Camus, assurdo, esilio, formazione, rivoltaAbstract
L’attraversamento critico di alcuni luoghi camusiani, e in particolare de L’homme revolté, è condotto al fine di riesaminare le nozioni-soglia di ‘assurdo’, ‘esilio’ e ‘rivolta’ nel loro reciproco legame di natura etica, politica e pedagogica. L’esilio è inteso come una proprietà esistenziale che non implica una patria abbandonata ed è vissuto dentro la storia e le prove quotidiane. La rivolta è vista come la risposta, qui e ora, alla condizione di esilio frutto della coscienza dell’assurdo. La tensione formativa implicata è tratteggiata nei suoi elementi costitutivi emancipativi, e trova nel mi rivolto dunque siamo il rifiuto non individuale ma solidale di ogni servitù, menzogna, paura.
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